Melodie da cantare, musiche da ballare e… canzoni per mungere: “Colin’s Cattle”


Highland Cattle, le tipiche mucche con il pelo lungo

Nel repertorio della musica per cornamusa scozzese ci sono diverse tipologie di brani ed ogni brano ha la sua storia unica e particolare. Conoscerla può aggiungere quel pizzico di emozione in più sia allo spettatore che al musicista stesso che la esegue. Alcuni brani sono composti per il ballo come gli strathspey, i reel, le hornpipe e le jig, altri vengono utilizzati per marciare come appunto le marce, altri ancora sono slow air ovvero arie lente spesso con un testo da cantare.


La #retreatmarch in 3/4 “Colin’s Cattle” o “Crodh Chailein” in gaelico è un brano che trae origine da una milking song ovvero da un’antica aria gaelica che le donne cantavano durante la mungitura. In passato infatti era compito delle donne mungere, preparare il formaggio e il burro e nei secoli avevano creato canti di lavoro che nel caso dell’allevamento del bestiame servivano anche per allontanare il malocchio, gli spiriti maligni, i folletti, le streghe ed altre creature magiche succhia latte.


Le leggende

Nella credenza popolare queste creature con cattive intenzioni erano determinate a rubare il burro o il latte, oppure rendere quest’ultimo acido o impedire la trasformazione della panna in burro. Il canto serviva affinché la produzione fosse abbondante e benedetta oltre che per tenere tranquille le vacche durante la mungitura. Si dice infatti che le Highland Cattle abbiano un carattere più forte rispetto alle vacche delle Lowlands e quando si indispettiscono possono trattenere il latte per giorni. Il canto della mungitrice le induceva a cedere il latte prezioso necessario al sostentamento della famiglia. Oggi è noto che una vacca rilassata rilascia più latte e la musica o il canto possono avere un ruolo in questo, una vacca stressata o spaventata da rumori molesti è meno incline a farsi mungere.

Attorno a questo brano vi sono varie leggende, in una versione la moglie di Colin e il figlio neonato vengono rapiti dalle fate e condotti in un tumulo fra le colline. Lì la donna veniva tenuta ad allattare altre bambine che le fate avevano rubato, fin quando in occasione di Halloween, Colin riuscì a scardinarne la porta ed entrare per portare in salvo sua moglie e suo figlio.


Un’altra versione narra che il matrimonio di Colin con una bella giovane suscitò la rabbia e la gelosia delle fate tanto che queste ultime rapirono la sposa nel giorno delle nozze e la imprigionarono nel loro regno. Le permisero di tornare a casa soltanto una volta al giorno per mungere le vacche e il marito Colin poteva udire il suo canto ma non poteva vederla. Secondo la storia, dopo un anno e un giorno la moglie di Colin fu liberata e tornò a casa per sempre.


Un altro racconto narra invece della morte della moglie di Colin in giovane età e dopo alcuni mesi dalla sepoltura la donna ritornò per la mungitura serale delle vacche cantando questa canzone.


Infine, un’altra leggenda del folklore scozzese narra che fossero proprio le fate a mungere il bestiame sulla cima dei monti. Il piccolo popolo ammaliava e incantava le mucche con canti composti su magiche melodie.


Uno di questi brani si dice fosse proprio il famoso “Crodh Chailein” ovvero “Colin’s Cattle”.


Il brano

Se vuoi ascoltare l’antica aria gaelica usata per mungere, ti suggeriamo questo audio:

https://youtu.be/kjXpoQQpSrE


Vuoi invece sentire “#ColinsCattle” sulla cornamusa? Dai un’occhiata ai prossimi concerti della banda e vieni a vivere quest’esperienza unica!



Di seguito una delle versioni del testo della canzone tradotta in Italiano:


Le mucche di Colin

Le mucche di Colin caro,

Le mucche di Colin l’amore mio,

Le mucche di Colin daranno il latte sulla brughiera

Le mucche di Colin daranno il latte sul campo,

senza bisogno di secchio, pastoie, finto-vitello e vitello.

Le mucche di Colin daranno molto latte per me,

in cima alla brughiera senza nessuno intorno.

Ho un peso sul cuore e spesso lacrime sulle guance,

un dolore nella mente che non mi lascia dormire.

Non dormirò, nemmeno un’ora,

Non dormirò affatto finché colui che amo non riavrò.